I progressi della ricerca nello Sci Alpinismo: un approfondimento con il CeRiSM (ITA)

La scienza e la tecnologia stanno rivoluzionando lo sci alpinismo, offrendo strumenti sempre più avanzati per migliorare le prestazioni degli atleti. Recentemente, l’ISMF ha intervistato due ricercatori italiani di scienze dell’esercizio fisico e dello sport: il prof. Lorenzo Bortolan e il dott. Alessandro Fornasiero del CeRiSM, il Centro di Ricerca Sport Montagna Salute dell’Università di Verona e Trento. Il prof. Bortolan si concentra sugli aspetti tecnologici, mentre il dott. Fornasiero si occupa di fisiologia, adattamenti all’altitudine e analisi delle prestazioni.

Il CeRiSM è un centro di eccellenza per la ricerca sugli sport di montagna, con particolare attenzione agli sport di resistenza come lo sci alpinismo. In questa intervista, i due esperti hanno condiviso le scoperte e gli sviluppi tecnologici che stanno trasformando la disciplina, evidenziando come la ricerca possa supportare tanto gli atleti professionisti quanto gli amatori.

L’importanza della ricerca nella preparazione atletica

Il prof. Bortolan e il Dott. Fornasiero hanno spiegato che gli studi sullo sci alpinismo sono iniziati già all’inizio del 2000, con ricerche pioneristiche sull’impatto del peso dell’attrezzatura sul dispendio energetico. Queste ricerche hanno dimostrato come l’uso di scarponi e sci più leggeri possa ridurre significativamente il costo energetico di locomozione, migliorando l’efficienza in salita, un aspetto d’interesse sia per atleti professionisti sia per gli amatori.  

Il CeRiSM è oggi uno dei principali attori nella ricerca applicata allo sci alpinismo, con studi che abbracciano diversi aspetti della performance, dalla biomeccanica all’analisi della fisiologia in quota. L’obiettivo è comprendere meglio i fattori che determinano il successo nelle gare e sviluppare metodi di allenamento specifici per migliorare le prestazioni.

La Collaborazione con la FISI (Federazione Italiana Sport Invernali)

La collaborazione del CeRiSM con la FISI ha permesso di sviluppare una sinergia tra la ricerca scientifica e la preparazione atletica degli sci alpinisti italiani. Questa collaborazione comprende una serie i test e monitoraggi regolari sugli atleti delle squadre nazionali, con l’obiettivo di identificare i parametri fisiologici chiave per la performance nelle diverse discipline dello sci alpinismo e monitorarli nel tempo.

Gli atleti vengono sottoposti a test specifici in diversi momenti della stagione, che vanno da valutazioni massimali eseguite in laboratorio a rilevazioni sul campo durante gli allenamenti e le competizioni.

Grazie a un tapis roulant speciale, che consente di simulare le condizioni di salita con le pendenze tipiche dello sci alpinismo, e permette di sciare con la propria attrezzatura, gli esperti sono in grado di misurare con precisione le risposte fisiologiche associate all’esercizio determinando così parametri fisiologici molto importanti per la caratterizzazione del profilo dell’atleta e per la prescrizione dell’allenamento, come il massimo consumo di ossigeno e le intensità associate alla soglia aerobica ed anaerobica.

Gare più brevi e intense: le nuove sfide dello sci alpinismo

Negli ultimi anni, le competizioni di sci alpinismo hanno visto un’evoluzione importante. Se in passato la resistenza su lunghe distanze era il principale fattore di successo, oggi discipline più brevi e intense come lo sprint e il vertical stanno guadagnando terreno, specialmente con l’introduzione dello sci alpinismo come disciplina olimpica.

Il dott. Fornasiero ha sottolineato che una delle maggiori sfide consiste nel comprendere come preparare gli atleti a questi nuovi formati di gara. Gli studi condotti dal CeRiSM mirano a identificare i parametri fisiologici che determinano le prestazioni in queste discipline “rapide”, fornendo indicazioni utili per un allenamento più specifico.

Un altro aspetto cruciale è l’effetto dell’altitudine sulle prestazioni. Grazie alla camera ipossica del CeRiSM, si possono simulare condizioni di alta quota e studiare come i diversi atleti rispondono all’altitudine. Questo è particolarmente rilevante per le gare che si svolgono oltre i 3000 metri, dove la ridotta disponibilità di ossigeno può influenzare significativamente le prestazioni.

La tecnologia per il monitoraggio delle prestazioni

Grazie alla tecnologia sempre più avanzata, oggi è possibile monitorare in modo dettagliato ogni aspetto della performance degli atleti. Il CeRiSM utilizza strumenti come cardiofrequenzimetri e GPS per valutare le risposte fisiologiche degli atleti durante gli allenamenti e le gare.

Un esempio interessante di queste ricerche è lo sviluppo di simulazioni su erba, pensate per replicare le condizioni di una gara sprint in assenza di neve. Questo tipo di sperimentazione ha suscitato interesse anche a livello internazionale, dimostrando la sua utilità per l’allenamento off-season.

Oltre alle metriche di allenamento, il monitoraggio degli atleti prosegue attraverso la raccolta di dati oggettivi, come la frequenza cardiaca o la saturazione di ossigeno a riposo attraverso percezioni soggettive dell’atleta, come la qualità del sonno o la sensazione di recupero.

La fisiologia di genere nello sci alpinismo

Un altro tema affrontato riguarda le differenze di genere nella fisiologia degli atleti. Le donne, rispetto agli uomini, hanno valori di consumo d’ossigeno inferiori e dispongono di forza muscolare ridotta, il che influisce sulle prestazioni in gara.

Tuttavia, nel contesto di competizioni come le sprint e le staffette, le differenze di genere sembrano ampliarsi rispetto alle discipline di più lunga durata. In queste gare uomini e donne percorrono sempre le stesse distanze e questo offre la possibilità di approfondire l’analisi delle differenze di genere più nel dettaglio. I dati raccolti nelle recenti competizioni sono stati analizzati anche per comprendere al meglio come uomini e  donne affrontano le diverse sezioni di gara, in particolare la salita, che gioca un ruolo chiave nella  performance.

Inoltre,approfondire aspetti quali la gestione dell’intensità e del recupero diventa fondamentale e deve essere fatto per entrambe le categorie.

Consigli per gli Appassionati di Sci Alpinismo

Il Dott. Fornasiero ha voluto condividere alcuni consigli pratici per gli amatori e gli appassionati di sci alpinismo che desiderano migliorare le loro prestazioni. Il primo passo fondamentale è sottoporsi a una valutazione funzionale, che permette di conoscere il proprio stato di forma e determinare le zone ottimali di allenamento. Questo aiuta a diversificare l’allenamento e a ottenere miglioramenti significativi.

Un altro consiglio prezioso è monitorare la propria frequenza cardiaca e prestare attenzione alla qualità del recupero. “L’uso della tecnologia, come i cardiofrequenzimetri, può fare la differenza, anche per chi pratica sci alpinismo a livello amatoriale”, ha aggiunto Fornasiero.

Sfide Future e Sperimentazioni Innovative

Tra le sfide future della ricerca, il CeRiSM sta lavorando per spostare sempre più il laboratorio sul campo, cercando di studiare gli atleti nelle condizioni reali delle competizioni. Inoltre, stanno sperimentando percorsi su erba, un’interessante soluzione per simulare le gare sprint durante i periodi off-season, quando la neve è meno accessibile.

English version

Prof. Lorenzo Bortolan

Ricercatore in scienze dell’esercizio fisico e dello sport presso del CeRiSM, il Centro di Ricerca Sport Montagna Salute dell’Università di Verona e Trento.

Dott. Alessandro Fornasiero

Ricercatore in scienze dell’esercizio fisico e dello sport presso del CeRiSM, il Centro di Ricerca Sport Montagna Salute dell’Università di Verona e Trento.